La KickBoxing fa parte delle discipline sportive tecnicamente ispirate alle arti marziali orientali. In Italia fa la sua comparsa in epoca recente ma promette di ricalcare il grande successo ottenuto in America, dove viene praticata da moltissime donne.

La KickBoxing è adatta a bambini, uomini e donne indistintamente, perché gli allenamenti si basano innanzi tutto sull’attenta preparazione fisica, con particolare cura al riscaldamento ed alla tecnica libera per migliorare l’agilità e la velocità nell’esecuzione dei colpi. Questa attività viene praticata per svariati motivi: per divertimento, per difesa personale o come sfogo.

La lezione diventa quindi un momento d’incontro per divertirsi, per sfogare i piccoli stress della vita quotidiana ma anche per vincere la paura e la timidezza.

La KickBoxing è uno sport da combattimento nel quale gli atleti usano tecniche di pugilato unite a quelle di karate e kung fu con calci alle gambe, al tronco ed al viso.

L’allenamento nella Kick risulta completo e prevede una preparazione atletica e tecnica finalizzata a disintossicare l'organismo e lubrificare le articolazioni. Inizialmente, l'allenamento per un atleta di KickBoxing sarà mirato ad incrementare celermente la resistenza all'affaticamento, a potenziare la struttura muscolare, rendendo però le fasce muscolari elastiche e veloci, per consentire di sviluppare forza esplosiva , resistenza aerobica, resistenza anaerobica, resistenza specifica grazie all’allenamento tecnico generico e specifico.

Oltre la preparazione atletica, si inizia ad apprendere la tecnica vera e propria che risulta la fondamentale responsabile dello sviluppo muscolare. Inizialmente si effettuerà lo studio di tecniche basilari, fino ad arrivare gradualmente allo studio di quelle più avanzate in volo, molto spettacolari.

Istruttori: FARERI STEFANO: Cintura Nera di KickBoxing e Istruttore della F.I.KB (Federazione Italiana Kickboxing)

Per essere un campione e per vincere ci vuole Testa:

Amo la boxe, mi ha dato molto, ma a volte mi ha anche fatto pensare a quanto gli esseri umani possono essere spietati l’uno contro l’altro. Non volevo diventare quel tipo di pugile. La mia strategia era cercare di comportarmi  il più scientificamente possibile nei miei combattimenti. Non volevo farmi male davvero e non volevo che nessun altro se ne facesse. Volevo danzare, tenermi lontano dai colpi dell’avversario e volevo usare il cervello tanto quanto i pugni. Cercavo di entrare nella testa del mio avversario e smontarlo psicologicamente. Studiavo i miei rivali per conoscere la loro forza e i loro punti deboli e, per quanto possibile, cercavo di essere del tutto onesto riguardo alle mie capacità e ai miei limiti.

MUHAMMAD ALI

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